Fattore di Struttura

Jasp esegue la verifica del fattore di struttura verificando la regolarità in pianta, in altezza e se la struttura è torsionalmente deformabile.

Regolarità in pianta

In questa tabella sono riportate le verifiche dei punti a), b) e c) del §7.2.1 NTC18, in particolare:

  • Area: Area della superficie del piano
  • Area Conv. Area della superficie racchiusa dalla linea convessa che circoscrive il piano.
  • Coef. A = (AreaConv/Area -1)/0.05
  • L1. Dimensione massima del piano lungo x
  • L2. Dimensione massima del piano lungo y
  • Coef. B = [Max(L1,L2)/Min(Li,L2)]/4
  • Rig. Piano X. Rigidezza dell’impalcato nel proprio piano per il sisma x.
  • Rig. Inf. X. Rigidezza dell’impalcato per il sisma x
  • Rig. Piano Y. Rigidezza dell’impalcato nel proprio piano per il sisma y.
  • Rig. Inf. Y. Rigidezza dell’impalcato per il sisma y
  • Coef. C = max(Rig. Inf. X / Rig. Piano X;Rig. Inf. Y / Rig. Piano Y )
  • Coef tot ABC = max(Coef. A; Coef. B; Coef. C)

Per il calcolo della rigidezza di un impalcato nel proprio piano per il sisma x l’impalcato si considera come una mensola di calcestruzzo di lunghezza Ly e larghezza Lx, e di spessore pari allo spessore medio del calcestruzzo. Si calcola quindi la rigidezza della mensola rispetto a una forza orizzontale lungo x che agisce a un’estremità.

Regolarità in altezza

In questa tabella sono riportate le verifiche dei punti d), e), f) e g) del §7.2.1 NTC18. I coefficienti di verifica della regolarità in altezza sono calcolati dal confronto tra 2 piani successivi. Jasp li riporta solo per il piano superiore. In questa tabella sono presenti le seguenti colonne:

  • Elemento Interrotto: è riportato eventualmente uno degli elementi verticali non presente nel piano corrente, ma presente nel piano inferiore.
  • Coef.D Vale 0 se non vi sono elementi interrotti, 2 altrimenti
  • Rig.X rigidezza del piano per gli spostamenti orizzontali lungo x
  • Rig.Y rigidezza del piano per gli spostamenti orizzontali lungo y
  • Massa. Massa del piano
  • Coef. E. Coefficiente di verifica della condizione e) come definito nel §7.2.1 NTC18.
  • f. SLV X: tagliando di piano sisma SLV lungo X
  • Res X: Resistenza degli elementi verticali al sisma lungo X
  • f. SLV Y: tagliando di piano sisma SLV lungo Y
  • Res Y: Resistenza degli elementi verticali al sisma lungo Y
  • Coef. F. Coefficiente di verifica della condizione f) come definito nel §7.2.1 NTC18.
  • Area: Area della superficie del piano
  • Coef. G. Coefficiente di verifica della condizione g). Jasp calcola tale coefficiente, a vantaggio di sicurezza, considerando la variazione di area tra due piani e non la variazione di dimensione come prescritto dalla Norma.
  • Coef tot EFGH = max(Coef. E; Coef. F; Coef. G; Coef H)

Rigidezza torsionale

Nella tabella “Rigidezza torsionale” sono riportati i parametri utilizzati dal programma per verificare se una struttura è torsionalmente deformabile. I simboli utilizzati fanno riferimento ai §§7.4.3.1 NTC18/CNTC18. Il coefficiente di verifica totale è il minimo tra i coefficienti NTC18 e CNTC18

Controllo q

In questa tabella è riportato il controllo della coerenza tra le verifiche di regolarità e rigidezza torsionale e le scelte fatta dal progettista nella maschera menù Carichi/sisma.

Resistenza elementi sisma X e Y

Le NTC18, per la verifica del punto f) le NTC18 limitano la variazione del “rapporto tra la capacità e la domanda allo SLV” tra i diversi piani. La valutazione della capacità di un piano allo SLV è tutt’altro che agevole. In linea teorica bisognerebbe valutare la forza orizzontale che determina il superamento dello SLV di un piano. Ghersi[1] consiglia di calcolare la capacità di un piano allo SLV come la somma delle resistenze a flessione e a taglio delle colonne e delle pareti.

Jasp calcola la resistenza di un piano allo SLV come la somma delle resistenze dei soli elementi verticali, come di seguito riportato.

  • Pilastri: La resistenza è la minima tra resistenza a taglio e resistenza calcolata a partire dei momenti resistenti nelle sezioni d estremità e la lunghezza del pilastro con la formula inversa della [7.4.5] NTC18, ossia V = (MRI + MRS)/Lp
  • Pareti WCM: La resistenza è assunta pari alla resistenza a taglio.
  • Pareti Shell. La resistenza SLV assunta pari alla resistenza a taglio considerando la sola armatura di base.

Conclusioni: Secondo Ghersi[1]: “Tutte le indicazioni citate hanno senso in termini qualitativi ma rischiano di essere troppo condizionanti in termini quantitativi (non per niente l’RC8 le classifica come regole applicative, non come principi, e consente quindi di gestirle con buon senso). Il rischio è che tutti gli edifici vengano considerati non regolari , perdendo così di vista la reale importanza della regolarità”


[1]: A. Ghersi, P.Lenza, “Edifici Antisismici in cemento armato“, 2018, par.3.7.2, pag.116